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Chi mi conosce sa quanto mi piace girare sul web e scoprire cose nuove. E sa quanto giro in cerca di ispirazioni per la mia cucina, e di prodotti da provare. Tempo ma mi sono soffermata incuriosita alla ricerca della famosa pasta di Gragnano. Non conoscete la storia della pasta di Gragnano? Allora invece di raccontarvela, magari sbagliando qualcosa, vi cito uno stralcio di cosa si trova su Wikipedia :

“La produzione della pasta risale alla fine del XVI secolo quando comparirono i primi pastifici a conduzione familiare. Fino al XVII secolo era un alimento poco diffuso ma, a seguito della carestia che colpì il Regno di Napoli, divenne un alimento fondamentale grazie alle sue qualità nutritive e per l’invenzione che consentiva di produrre pasta, detta oro bianco,a basso costo pressando l’impasto attraverso le trafile. I terreni ideali per consentire la produzione furono Gragnano e Napoli, grazie ai loro microclima composti da vento, sole e giusta umidità. Proprio gli abitanti del Regno di Napoli furono i primi a dare delle svolte importanti alla produzione di pasta, e nel 1861 all’apice della produzione della pasta c’erano gli stabilimenti di Gragnano. I gragnanesi, in quel periodo, furono i maggiori importatori di pasta nel mondo in particolare nella vendita dei maccheroni. Ma perché proprio Gragnano è diventata un distretto della pasta di qualità? Le chiavi del successo della pasta di Gragnano sono da ricercare nella secolare esistenza di un’industria molitoria, nella professionalità nella produzione della pasta secca in questo luogo e nelle favorevoli condizioni climatiche. Gragnano è un luogo naturalmente vocato per la produzione della pasta di grano duro. La città si sviluppa infatti su diversi livelli altimetrici, da 350 fino a quasi 600 metri, su un pianoro che si affaccia sul mare, nel vertice sud-est del Golfo di Napoli, ai piedi dei Monti Lattari. Questa zona, stretta fra le montagne e il mare, gode di un clima mite, equilibrato e leggermente umido per tutto l’anno, che permette di essiccare la pasta in maniera graduale. Inoltre, dalle sorgenti del Monte Faito sgorga un’acqua pura, povera di cloro, che i pastifici di Gragnano da sempre utilizzano per la produzione della pasta e che conferisce al prodotto finale caratteristiche inconfondibili. L’arte del fare la pasta è stata tramandata in questa terra di generazione in generazione e alcune tecniche sono ancora oggi determinanti per l’ottenimento di un prodotto di qualità: fra queste, in particolare, la trafila al bronzo, che conferisce alla pasta di Gragnano quella tipica rugosità che le permette di trattenere alla perfezione il condimento.”

E allora come non farsi incuriosire da questa pasta tanto famosa, anche tra i poeti? Ed è quella del Pastificio G. Di Martino la pasta di Gragnano che ho l’onore di provare, cucinare,assaporare…e farvi vedere. Tre generazioni con lo stesso amore per la pasta, da Giuseppe Di Martino che iniziò a 10 anni, e che nel 1912 aprì il pastificio, ad oggi dove Giuseppe e Giovanna Di Martino portano avanti la passione, la qualità, e la valorizzazione di quel territorio tanto amato.

 Quello che vi propongo è un primo piatto , che però in realtà dovrebbe essere consumato come piatto unico, magari accompagnato da verdure, adatto in queste fredde giornate invernali! Lumaconi con lenticchie_preparazioneLe lenticchie sono forse il legume più antico conosciuto. Gli antichi Romani le importavano dall’Egitto , quindi possiamo capire quanto tempo indietro possiamo tornare per arrivare alle origini. Il loro consumo è consigliato in quanto piene di sostanze nutritive per il nostro organismo. Sono molto simili ai cereali ma contengono molte più proteine, e insieme alla pasta, o al riso, rappresentano un piatto completo e ideale per un carico di energia.  E il formato che uso per questo piatto è un formato corto, nello specifico i Lumaconi.  Una curiosità carina sui formati corti e che in passato non esistevano, ma sono nati quando ha preso piede l’abitudine di frammentare i formati lunghi. In effetti ricordo mamma, abitudine che però ha anche adesso, che spezzetta pasta!

INGREDIENTI

300 – 350 gr di pasta corta ( io Lumaconi Di Martino)
200 gr di lenticchie
2 carote
1 o 2 cipolle
sale q.b.
olio e.v.o. ( io ConDisano Dante)Lumaconi con lenticchie_ingredienti

PREPARAZIONE

Mettete in ammollo in acqua fredda le lenticchie secche. Per alcuni tipi di lenticchie servono un paio di ore, per altre non serve. In ogni caso vanno sciacquate, e le lenticchie vuote che saliranno a galla andranno tolte. Mondate le cipolle e le carote e tagliatele a pezzetti piccoli. In una pentola mettete acqua fredda , cipolla carote e lenticchie. Mettete sul fuoco e fate cuocere. i tempi di cottura dipenderanno dal tipo di lenticchie che userete. In linea generale 30-35 minuti bastano anche perchè la cottura continuerà con la pasta. Salate le lenticchie ( mai prima..solo a fine cottura delle lenticchie!!) e unite la vostra pasta, quindi continuate la cottura, in media circa 10 minuti. Spegnete,mettete l’olio, e impiattate.

Lumaconi con lenticchie (1) Io adoro questi formati, perchè il condimento, le lenticchie in questo caso, entrano a far parte della pasta stessa! E la pasta corta di Gragnano…si..è perfetta!Lumaconi con lenticchie (2) Un piatto buono da mangiare, e light. Niente sensi di colpa. Se siamo a dieta basta usare le dosi prescritte (perchè fate una dieta..seguite da uno specialista…vero????)  e la bontà di questo piatto resta inalterata! E allora amici…Lumaconi con lenticchie (3)

…buon appetito!!

 

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